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Roberto Roversi: agitatore culturale

Al Vag61, il 10 giugno 2002, una serata in ricordo di Roberto Roversi

h. 17.30

inaugurazione mostra riviste del Fondo Roversi e visite guidate agli archivi del Centro di documentazione “F. Lorusso – C. Giuliani”

h. 18.30

conferenza: l’esperienza dei collettivi redazionali e dell’autoproduzione di riviste politiche e culturali negli anni ‘60-’70-’80 che videro la partecipazione del grande poeta e intellettuale bolognese. Alla conferenza saranno presenti redattori e redattrici che collaborarono con Roberto Roversi all’edizione di diversi periodici.


h. 20

cena sociale

h. 21.30

proiezione di “Per impervi sentieri”, audiolibro di Roberto Roversi (Bologna, Bohumil edizioni, 2008)

anteprima del documentario “Roberto Roversi: agitatore culturale”, con testimonianze e interviste audio e video

reading con letture di testi e poesie di Roberto Roversi e musiche di David e Margherita

Dieci anni fa la scomparsa di Roberto Roversi, intellettuale rigoroso, partigiano e poeta, scrittore e animatore di decine di iniziative editoriali (ricordiamo, tra le altre, le riviste Officina, Rendiconti, Il cerchio di gesso e Numero zero), fondatore della Libreria Antiquaria Palmaverde, da molti riconosciuto come uno dei più importanti esponenti della poesia italiana del Novecento.

Il Centro di documentazione dei Movimenti “F. Lorusso – C. Giuliani” di Bologna conserva la sua importante raccolta di riviste politiche e letterarie (bb. 290), per buona parte introvabili nelle biblioteche di pubblica lettura, donata dallo stesso Roversi al collettivo universitario bolognese Bartleby, che lo ha successivamente versato al Centro di documentazione, interpretando così la sua volontà di rimettere in circolazione questo materiale, rendendolo fruibile a tuttə.

Per “Archivissima – la notte degli archivi” il Centro di documentazione, in collaborazione con la casa di produzione indipendente SMK Factory, vuole realizzare un documentario che ricorderà la figura di Roberto Roversi, il suo grande impegno culturale e civile, l’aver perseguito e raggiunto l’obiettivo della più assoluta indipendenza nella distribuzione delle sue idee, lontano dagli ambiti autoreferenziali delle corporazioni accademiche, ignorando i grandi editori ed alieno alla frequentazione dei poteri e delle autorità.

Sarà anche l’occasione di parlare di riviste, che per Roversi costituivano un luogo fondamentale di discussione sui temi che sono al centro delle nostre vite, uno strumento immediato che gli permettevano di stabilire un rapporto costante con i soggetti protagonisti della trasformazione della realtà italiana e che ben rappresentavano il legame tra impegno politico, spinta al cambiamento e il fiorire di nuovi linguaggi espressivi.

Come ha detto Bruno Brunini, fondatore con Roversi della Cooperativa culturale “Dispacci”: “Le numerose riviste, i fogli, le fanzine, le pubblicazioni di quel periodo (…) raccontano bene questo passaggio epocale della nostra storia, interpretando le varie esperienze di quello che fu un grande cambiamento esistenziale oltre che politico.”

“Non li legge nessuno, questi miei versi? Pazienza, io li scrivo, perché tacere è morire” (Roberto Roversi)

Per chi non fosse riuscito a partecipare, o per chi volesse rivederla, trovate qui il video della serata su “Roberto Roversi, agitatore culturale”, svoltasi il 10 giugno 2022 nell’ambito della rassegna Archivissima 2022 – la notte degli archivi.

Durante la serata è stata esposta una mostra su Roberto Roversi, che potete vedere qui.